Distraibilità, eccesso, esagerazione, agitazione, impulsività, disinibizione sono solo alcuni dei fattori intrinseci che, più o meno congiunti, configurano il DDA/I: Disturbo Deficit Attenzione/Iperattività. Noto sotto l’acronimo di AD/HD (dall’inglese Attention deficit/Hyperactivity Disorder) è tra i disturbi più eterogenei e pertanto più insidiosi per l’età evolutiva. Le difficoltà attentive e una certa irrequietezza sono di fatto estremamente comuni tra giovani e bambini. La lente del disturbo renderebbe però questi tratti di dimensioni abnormi e altamente invalidanti circa l’adattamento ai diversi contesti di vita (famiglia, coetanei, scuola, tempo libero).

L’AD/HD viene definito un disturbo dell’autoregolazione cognitiva e comportamentale che compromette l’adattamento quotidiano in modo pervasivo. Si manifesta dunque attraverso difficoltà cospicue ed evidenti a mantenere l’attenzione e a controllare le risposte motorie e impulsive. Pensieri, stimoli e azioni non vengono arrestati e risultano così non pertinenti rispetto alle situazioni.

Le difficoltà di attenzione e di gestione del comportamento motorio sono comunque frequenti e largamente diffuse, anche influenzate e rafforzate dalla società a noi contemporanea e dallo stile di vita delle famiglie che faticano a porre limiti e attese alle richieste di gratificazione immediata dei figli. Ritroviamo qui la cruciale questione del limite, ancora aperta nel dibattito scientifico. Limite tra normalità-patologia, sanità-malattia. La linea di confine tra difficoltà e disturbo viene valutata, in largo consenso, in base al grado di intensità e di frequenza con cui si manifestano i comportamenti disadattativi.

Alti livelli di disattenzione e iperattività compromettono, in particolar modo, l’apprendimento, il successo scolastico e le relazioni sociali. La forte irrequietezza del soggetto tende inoltre ad allontanare i coetanei, nonché innesca reazioni di rabbia e stress negli adulti. Ciò genera di riflesso delicate ricadute psicologiche sul soggetto, quali:

  • Umore triste,
  • Irritabilità,
  • Angoscia e forme d’ansia,
  • Sfiducia di sé,
  • Atteggiamento provocatorio,
  • Atteggiamento rinunciatario.

Pertanto l’AD/HD tende, in larga misura, a presentarsi in associazione ad altri Disturbi dello Sviluppo.

Come riconoscere l’AD/HD :

Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività si manifesta con sintomi estremamente eterogenei che appartengono a uno o più tra 3 domini di riferimento. Presentiamo di seguito le tre dimensioni attraverso tipici esempi sintomatici, riscontrati con forza e in maniera continuativa in più contesti di vita.

Disattenzione:

  • Difficoltà a mantenere l’attenzione e la concentrazione per il completamento del compito;
  • Continua distraibilità in presenza di stimoli esterni;
  • Deboli competenze di memoria di lavoro;
  • Poca attenzione ai dettagli e al seguire istruzioni e consegne;
  • Frequenti errori di distrazione;
  • Smarrire materiali;
  • Problematiche a organizzare lo zaino, a pianificare lo studio e a rispettare scadenze/appuntamenti;
  • Trascuratezza e non curanza delle attività;
  • Disordine e caoticità;
  • Lentezza di attivazione.

Iperattività:

  • Scarsa capacità a rimanere fermi e seduti;
  • Irrequietezza motoria; Alta eccitabilità;
  • Movimento di mani e piedi anche da seduti o da fermi;
  • Correre e arrampicarsi inopportunamente;
  • Parlare eccessivamente.

Impulsività:

  • Problemi nell’inibire (trattenere) pensieri, parole e azioni;
  • Incapacità di attendere il proprio turno (anche di parola);
  • Risposte impulsive senza ascoltare le domande;
  • Difficoltà nell’aspettare e tendenza a volere gratificazioni immediate;
  • Aggressività impulsiva;
  • Comportarsi in modo invadente, interrompendo e intromettendosi.

L’AD/HD, Disturbo Deficit Attenzione/Iperattività, è annoverato tra i Disturbi del Neurosviluppo e si riscontra tra il 3-5% della popolazione in età scolare. Ad oggi non sono però ancora state trovate cause d’insorgenza. Il disturbo inoltre può presentare congiuntamente disattenzione e iperattività, oppure le due componenti in maniera dissociata:

  1. ADHD: Disturbo con Deficit di Attenzione e Iperattività combinate
  2. AD: Disturbo con Deficit di Attenzione predominante
  3. HD: Disturbo con Iperattività predominante

Infine l’attuale Direttiva Ministeriale del 27/12/2012 prevede la presa in carico degli alunni con BES: Bisogni Educativi Speciali. Gli allievi con diagnosi di iperattività e/o disattenzione rientrano infatti nella categoria dei BES. La scuola per garantire loro inclusione scolastica e attenzione educativa stila il PDP, un percorso, un Piano Didattico Personalizzato con misure compensative e dispensative.

(Immagini in evidenza: Foto di Tara Winstead da Pexels)