Il processo evolutivo di apprendimento della letto-scrittura, per imparare a leggere e a scrivere, passa attraverso fasi di composizione del segno in cui vengono via via legate assieme immagini e parole.
Alle prime armi, il processo di legatura tra fonemi e grafemi non è automatizzato e non consente all’occhio un riconoscimento immediato della parola. Si partirà così, da un lato come dall’altro, dalle basi sonore e visive.
Il bambino è accompagnato dentro i suoni che compongono le parole, in modo da sviluppare l’associazione tra suoni simili e cogliere le prime corrispondenze suono-segno. In questa fase è importante favorire l’apprendimento mediante giochi linguistici di spelling sillabico e poi ricavarne la parole corrispondente. Si possono confrontare i nomi in base alla lunghezza sonora delle parole, abbinare parole in rima o individuare i fonemi iniziali della parola.
Parallelamente si introduce il bambino nel mondo dei pittogrammi, dei segni visivi e grafici in modo tale che colga come l’immagine diventi simbolo, lettera e sillaba, dalla cui composizione si generano le parole. L’esposizione del bambino innanzi ai segni grafici comporta un’immediata sonorizzazione. Le lettere e le sillabe, nel momento stesso in cui sono mostrate, sono anche cantate, riprodotte nel suono corrispondente. Ogni grafema visivo è accompagnato dalla voce che lo sonorizza, rendendolo un’immagine acustica. Avvengono in questo modo le prime associazioni tra fonemi e grafemi.
Consolidato il meccanismo di associazione tra suoni e segni visivi, si avvierà il bambino nel gesto grafico in cui, passo per passo, eserciterà direttamente la scrittura dei suoni attraverso l’uso della propria stessa mano.

Un gioco di composizione
Dunque il processo di avvio alla letto-scrittura è un gioco di composizione, di rinvii visivi e sonori. La modalità del suo apprendimento, l’imparare a leggere e a scrivere, dipende da più aspetti. In primo luogo, si devono tenere in considerazione le caratteristiche individuali (caratteristiche singolari di apprendimento) in connessione agli stimoli con l’ambiente. In secondo luogo, il processo abbisogna di un clima psichico prevalentemente sereno. Spesso infatti traumi, conflitti o crisi evolutive, affaticano o bloccano l’automatizzazione del processo. Reso così arduo, l’avvio alla letto-scrittura diviene inevitabilmente più lento e impegnativo rispetto al ritmo e alle richieste scolastiche.
«Francie non aveva fatto altro che pronunciare le lettere ad una ad una, sillabando e poi riunendo i suoni fino a formare le parole. Un giorno, gettando lo sguardo sul libro, la parola topo le apparve intera e carica di significato. Guardò le parole e l’immagine di un topo grigio le traversò la mente. Lesse ancora e quando incontrò la parola cavallo sentì l’animale battere a terra con lo zoccolo e il sole luccicare sul suo pelo lucido. La parola corsa la colpì all’improvviso e si sentì un po’ affannata come se avesse appena finito di correre. Era caduto l’ostacolo fra il suono delle singole lettere e il senso della parola intera; un colpo d’occhio era sufficiente e la parola stampata acquistava un significato. Francie lesse rapidamente qualche pagina e fu sul punto di svenire per l’emozione. Aveva voglia di gridarlo a tutti: sapeva leggere! sapeva leggere!» (Betty Smith, Un albero cresce a Brooklyn).
(Immagine in evidenza di Artem Podrez da Pexels)
