Dislessia, disturbo della lettura, è una parola di origine greca, composta dal prefisso dis- (indica alterazione) e lexis (lettura).
Il termine si riferisce dunque, in maniera specifica, a un disordine nel funzionamento del processo di elaborazione e riconoscimento di lettere e parole durante la lettura. O meglio, riguarda un problema connesso alla funzione di decodifica, relativa al processo di conversione del grafema (segno scritto) in fonema (suono pronunciato oralmente).
La dislessia è come se testimoniasse ciò che la maggior parte di noi, oramai, non vede più perché divenuto, in larga misura, automatizzato e immediato. Essa si inserisce infatti in quello scarto differenziale impercettibile, ma rilevante, tra il codice visivo e quello sonoro. Due sistemi percettivi che, per quanto interconnessi, rimangono sensibilmente differenti.
Per capire in generale cosa significa decodificare, riferito all’ambito dell’apprendimento della lettura, possiamo riferirci direttamente alle parole di una giovane laureanda. La ragazza, diagnosticata con Dislessia Evolutiva, ci racconta che fin da piccola leggere le costava non poco affaticamento.
“È come doversi tradurre ogni volta mentalmente le parole in corso di lettura. Come se la mia lingua madre fosse per me, in fondo, una lingua straniera”.
Per lei cimentarsi nella decodifica delle parole era, e rimane tutt’ora, uno sforzo considerevole. Riconosciuto il problema e seguita da specialisti dell’apprendimento, il disturbo (avendo basi neurobiologiche) non si è volatilizzato, tuttavia vi convive in modo pacifico. “So che devo prendermi più tempo ed usare accorgimenti per leggere i manuali universitari, così è stato anche con i testi della scuola superiore”. “Ciò comunque non mi ha impedito di proseguire il percorso formativo”. La giovane ha scelto l’Accademia delle Belle Arti, in linea, possiamo dire, con lo stile cognitivo da lei privilegiato, quello visivo.

Come riconoscere la Dislessia Evolutiva
- Difficoltà di decifrazione del codice scritto in orale (esempio: omissione di lettere);
- Aumento dei tempi di lettura che risulta lenta e segmentata (scarsa velocità e fluidità);
- Compromissione nella correttezza e nell’accuratezza della lettura;
- Possibili difficoltà di comprensione.
Ricordiamo che la Dislessia, disturbo della lettura, è una caratteristica neuropsicologica che persiste e si deve riscontrare fin dai primissimi anni di scolarizzazione. Non riguarda comunque il grado intellettivo generale, il quale non è compromesso e risulta nella media. Tantomeno non implica necessariamente il non riuscire a comprendere ciò che si sta leggendo. Essa è pertanto un fenomeno specifico e circoscritto relativo all’apprendimento e all’automatizzazione del processo di lettura strumentale.
La Dislessia Evolutiva è annoverata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento, noti sotto l’acronimo di DSA, riconosciuti e definiti dalla legge 170/2010. Per tale motivo quindi è una condizione tutelata, garantita dal diritto di inclusione scolastica, attraverso flessibilità didattica e personalizzata.
(Immagine in evidenza: Foto di Andrea Piacquadio da Pexels)
