Non di solo cibo possiamo abbuffarci; possiamo anche studiare tutto all’ultimo minuto gonfiandoci di informazioni e concetti. Chi non si è trovato il giorno prima di una verifica o di un’interrogazione a studiare tutto il carico di materiali e capitoli da zero? Non ci eravamo programmati, non avevamo calcolato bene i tempi, o semplicemente non abbiamo dato il giusto peso alle richieste scolastiche.
Tutto d’un tratto ci rendiamo conto che il tempo è passato velocemente e la verifica, già programmata da più di tre settimane, è il giorno dopo!
Quattro capitoli, non ancora letti né sottolineati. Apriamo quei materiali ancora intatti, cerchiamo qualcosa che potremmo già sapere. Contiamo le pagine. Un buon voto sarebbe indispensabile per la media del quadrimestre. Inizia così a divampare in noi una strana agitazione che pian pano si solidifica in una forma evidente di ansia. L’ansia muoverà da lì in avanti le nostre azioni, fino al completamento della prova. Anzi ci accompagnerà anche oltre poiché non potremmo avere un’aspettativa adeguata del risultato né una visione accurata di come sia andata la prova.
Tutto il pomeriggio, fino a notte fonda, ci gonfiamo di informazioni e abbozziamo collegamenti. Vogliamo tentare di salvarci in extremis. Ma la digestione e l’assimilazione dei concetti, restando dentro la metafora, saranno inevitabilmente rallentati e poco funzionali.
Abbuffarsi di Informazioni Last Minute
Studiare tutto in una volta presenta effetti negativi sulla maggior parte degli studenti, anche su quelli che riescono poi, ugualmente, a prendere un voto positivo. Abbuffarsi di studio è controproducente. Aumenta infatti i livelli di ansia personali e non aiuta la sedimentazione nella memoria a lungo termine (MLT) di ciò che si sta apprendendo. Tant’è vero che, al termine della prova, abbassandosi il grado di tensione, anche le informazioni, non ben consolidate, andranno perse. Dopo pochi giorni altre informazioni subentreranno su quelle studiate in abbuffata e non ricorderemo di fatto alcunché. L’abbuffata infatti attiva solo processi di memoria di lavoro (ML) a breve termine non consentendo un apprendimento effettivo e duraturo.
Il problema può essere un’inadeguata gestione del tempo da parte del singolo, condita da una demotivazione scolastica generale. Questi atteggiamenti inoltre possono essersi consolidati assimilando fretta, agitazione e disordine dei contesti nel quale il/la giovane entra solitamente in contatto (famiglia e molte richieste extra-scolastiche settimanali).
Approcciarsi e sperimentare a poco a poco strategie di apprendimento e di distribuzione delle informazioni da assimilare con calma comporta benefici mentali e psichici notevoli. Abbassa il costo di ansia e di stress che ogni volta siamo costretti a scontare poiché ridotti per l’ennesima volta a studiare tutto all’ultimo minuto. Ricordiamo infine che non impariamo a modulare l’ansia mettendoci ogni volta in situazioni ansiogene o di fretta last minute. Possiamo pensare erroneamente che riproponendo più e più volte una medesima situazione, alla fine, impariamo a gestirla. Ebbene, l’ansia si disinteressa del numero di ripetizioni: si ripresenterà sempre in modo febbrile e con alti livelli di intensità, questa la sua specialità.
