Atteggiamento provocatorio: mina insidiosa all’apprendimento.
La rabbia accumulata in mutismo, il senso di ingiustizia generalizzato, di costante frustrazione o di eccessiva gratificazione possono alimentare un atteggiamento provocatorio e di rifiuto verso qualsiasi richiesta esterna. Nelle forme più gravi si può consolidare un disturbo oppositivo-provocatorio già durante l’età dello sviluppo. Tutto ciò va ad appesantire il clima familiare-scolastico generando conflitto nelle relazioni e compromettendo, in questo modo, qualsivoglia propensione psicologica verso l’apprendimento.
Apprendere, da apertura ed emancipazione personale, diventa soltanto sinonimo di sottostare alle richieste degli altri, obbligazione eterodiretta a cui non può che seguire la ferrea volontà del no.
- Eva: – Va bene, vediamo se hai imparato. Quale numero viene dopo il 3?
- Kevin: – 9.
- Eva: – Che cosa viene dopo il 7?
- Kevin: – 71.
Dopo aver sbagliato di proposito le risposte alle domande relative alla successione dei numeri, Kevin elenca in ordine crescente, spedito e più sicuro che mai, i numeri dall’1 al 50. Con sdegno verso la madre infine dichiara: – Ora possiamo smettere?!


Rimbalzarsi la palla dello scontro
Sentendosi presa in giro la madre risponde, a sua volta, aggressivamente con una sfida. Scrive su un foglio bianco una serie di operazioni tra più numeri, aumentando la difficoltà rispetto alle domande poste in precedenza. 52 + 16 + 48 + 32. Gli mostra il foglio sprezzantemente: – Ecco, fai questa addizione visto che ti credi tanto intelligente!
Kevin strappa il foglio dalle mani della madre e sulle sue ginocchia lo accartoccia senza esitazione, lancia poi dietro di sé la palla di carta formatasi. Lo sguardo si mantiene fisso sulla madre, nessun cedimento, anzi la serietà si trasforma in una smorfia provocatoria e beffarda.
L’opposizione ostile e l’atteggiamento provocatorio di sfida si colgono in maniera lampante dagli sguardi: è negli occhi, in ogni gesto sia del genitore che del figlio, i quali si rimbalzano senza tregua la palla dello scontro.


Scena tratta dal film di Lynne Ramsay, …E ora parliamo di Kevin, 2011, 00:41:06-00:42:13. Tratto dal romanzo di Lionel Shriver, We need to talk about Kevin, 2003.
