Una storia delicata, come le pennellate di acquarello che accompagnano le pagine del libro, per imparare tra intimità e attesa. La vicenda narra di un episodio reale avvenuta tra il 1924 e il 1935 a Tokyo presso il quartiere di Shibuya. Di un cane, un akita, il cosiddetto cane dei samurai, dipinto come allegro e “sempre impegnato a seguire farfalle immaginarie”. Dedito inoltre a mantenere il legame con il professore Ueno attraverso quella particolare forma di vicinanza propria dell’attesa.
Il ritmo del tempo è scandito dalla quotidianità, dalla routine dei giorni, dal ritorno ciclico delle stagioni. Hachiko accompagnava ogni mattina il professore alla stazione dei treni di Shibuya e, puntualmente alle cinque del pomeriggio, tornava in stazione. Vi restava tranquillo ma con le orecchie tese, in attesa del fischio del treno da cui sarebbe sceso il professore, così da accoglierlo.
Durante le passeggiate del fine settimana, i due percorrevano le strade del quartiere e attraversavano i parchi di Tokyo. Hachiko si intratteneva curioso a esplorare il mondo circostante e ascoltava le storie del professore imparando tutto circa piante, fiori, farfalle, bambini, festività, abitanti del quartiere. Osservavano assieme i passanti, ammiravano la pioggia e assistevano placidamente all’impercettibile crescita dei fiori. Imparare tra intimità e attesa rimane quel filo sotteso che percorre l’arco delle vicende, dell’intera esistenza di due esseri in reciproca affezione.

Passeggiare, Esplorare e Imparare
“Hachiko faceva di sì con la testa perché gli piacevano le passeggiate della domenica. Il professore aveva molte cose da spiegare e lo faceva come se fosse un libro aperto. Gli insegnava come cresceva il riso o se un albero era un salice oppure un acero bianco con le foglie dentate. […] Gli spiegava di che tipo erano le farfalle, cosa mangiavano e dove vivevano” (pp. 56-57).
“– Non abbaiare, Hachiko – gli ordinò indicando i tetti. – Questi aquiloni a forma di pesce che volano sui balconi sono inoffensivi. Certo che ti piacciono! È la festa di Kodomo, sai? Celebriamo la forza dei bambini nel crescere. Sono carpe, carpe di fiume, che nuotano contro corrente, come fanno i bambini” (p. 60).

Citazioni tratte da: L. Prats, Z. Celey, Hachiko. Il cane che aspettava, Albe Edizione, Milano 2017, ed. or. Hachiko. El gos que esperava, SAU Editorial, Barcellona 2015.
Riadattamento cinematografico: Lasse Hallström, Hachiko. Il tuo migliore amico (Hachi: A Dog’s Tale), 2009.
