Cominciare un nuovo ciclo, ogni inizio anno scolastico, è un momento cruciale. Incipit potente e drastico che segna quello che sarà il ritmo del tempo quotidiano dei successivi mesi.

“Gli antichi avevano una chiara coscienza dell’importanza di questo momento, e aprivano i loro poemi con l’invocazione di una Musa” (Calvino, p. 125).

Ogni volta l’inizio è un momento di allontanamento e di cambiamento. Lo ricordano i numerosi riti di iniziazione, presenti sin da tempi remoti tra le diverse società. Ogni ritualismo infatti segna sempre un inizio. I soggetti coinvolti sono sottoposti a delle prove iniziatiche per valicare, in questo modo, un’altra soglia di esistenza, differenziandola da quella che l’ha preceduta. Per la cultura moderna e postmoderna le soglie scolastiche sono diventate tra i passaggi iniziatici più importanti dello sviluppo. Di anno in anno, di grado in grado, si cerca di accompagnare la crescita del giovane cercando di rilevare, con tutti i limiti del sistema, il suo livello di maturità.

“L’inizio è anche l’ingresso in un mondo completamente diverso” (Id, p. 124)

Un certo distacco dalle abitudini si avverte in ogni inizio anno scolastico ma prevalentemente nel passaggio da un grado scolastico a un altro. Pensiamo al faticoso distacco, segnato solitamente dal pianto o dalla paura, che molti bambini e bambine sentono con la loro introduzione alla scuola dell’infanzia. Il successivo passaggio alla primaria, poi, produce probabilmente una minor produzione di lacrime ma l’impatto sperimentato non è certo meno forte.  Le regole della classe, la postura sul proprio banco, i livelli di organizzazione e di attenzione richiesti sono avvertiti duramente da molti bambini/e. Così per le scuole secondarie, le quali presentano maggiore rigidità e responsabilità comportamentale. Inoltre richiedono maggior gestione dello studio e dei compiti da svolgere con dedizione, costanza e impegno.

I diversi gradi dell’inizio

Per gli anticipatori del tempo il distacco dal ciclo precedente può determinare ansia e agitazione, un’incognita rispetto a come si sarà o sarà richiesto essere. Si sente l’esigenza di ben iniziare per trovarsi già a metà dell’opera – come dice il proverbio. E allora ci si adopera a curare la prima impressione nel modo d vestirsi, di comportarsi, di impegnarsi subito per ottenere dei buoni voti. Per altri il momento del cambio scuola può costituire un sollievo, poiché consente una nuova partenza, la possibilità di mostrarsi differentemente, cercando di esprimere qualcosa che prima era rimasto sopito o incompreso.

Per altri ancora, il passaggio di grado scolastico può essere sentito come una sfida, un rimettersi in gioco rispetto alle identificazioni precedentemente consolidate: voglia di aria nuova, di compagnie e di esperienze diverse. Infine per i giovani ritardatari, quelli che si ritrovano nelle situazioni già iniziate perché sempre leggermente in ritardo sul tempo, il cambiamento non verrà percepito nell’immediato. Ci si troverà in medias res, già dentro le nuove situazioni e lo spaesamento non anticipato si farà sentire, solo a poco a poco, con il passare dei giorni.

Nonostante le differenze individuali rispetto al modo di accostarsi, l’inizio rimane sorgivo: ogni giorno può essere il nostro inizio.

Italo calvino, Cominciare e Finire, Appendice in Lezioni Americane, Mondadori, Milano 2020.

Immagine in evidenza: foto di Min An da Pexels

Testo di Claudia Compiani per Forme di Apprendimento