La dispersione scolastica non è un concetto semplice da definire e non lo si può identificare solo con il fenomeno dell’abbandono scolastico.
La complessità del fenomeno è il risultato di una serie di fattori. Tra questi ultimi troviamo sicuramente l’abbandono scolastico ossia l’interruzione definitiva del percorso di studi, ma ritroviamo anche la totale non scolarizzazione, la ripetenza ovvero il dover rifrequentare lo stesso anno scolastico e i casi di ritardo ossia l’interruzione temporanea (più o meno lunga) del percorso scolastico. Il denominatore comune di queste differenti casistiche è l’insuccesso scolastico inteso come incapacità di acquisire le competenze adeguate per una vita sociale proficua.
Il concetto di dispersione scolastica solitamente riguarda coloro che abbandonano la scuola prima di terminare il percorso di studi del secondo ciclo. Sempre più frequentemente sta però prendendo piede un altro fenomeno definito: dispersione scolastica implicita. Quest’ultima riguarda i giovani che, nonostante abbiano terminato il percorso scolastico, non hanno comunque raggiunto le competenze necessarie dopo 13 anni di scuola.
Quali le principali cause della dispersione scolastica?
Gli studiosi hanno racchiuso le diverse cause in 3 macro categorie di fattori:
- Fattori ascritti: capitale socio-economico e culturale della famiglia di origine, il genere e il background migratorio;
- Contestuali: tipologia e caratteristiche della scuola, preparazione degli insegnanti e relazione tra questi e gli studenti, influenza del gruppo dei pari;
- Individuali: predisposizione allo studio e attitudini personali.
Ciò che fa maggiormente riflettere è l’aumento del fenomeno della dispersione scolastica, anche implicita, nel corso di questi ultimi anni, come dimostrano le statistiche. I dati raccolti dalle prove invalsi del 2021 mostrano come il fenomeno della dispersione scolastica implicita presente al 7% nel 2019, è cresciuto del 2.5% in due anni. Oggi infatti si presenta nel 9.5% degli studenti italiani. Si può osservare che questo fenomeno è aumentato maggiormente nel Sud Italia e si riscontra per lo più tra gli studenti meno avvantaggiati dal punto di vista socio-economico.
Sommando i dati delle prove invalsi 2021 con quelli dell’ISTAT sull’abbandono scolastico in generale, nel 2021 il 23% degli studenti italiani ha abbandonato la scuola o ha terminato il percorso di studi senza aver acquisito le competenze di base minime. Nel 2019 questa percentuale era il 22%.
La dispersione scolastica è dunque un fenomeno preoccupante che ha subito un’accelerazione a causa della pandemia COVID-19. Sarebbe quindi utile pianificare delle azioni di supporto andando a localizzare e individuare ogni singolo caso così da diminuire le difficoltà che questi ragazzi incontrano nel corso della loro vita.
(Immagine in evidenza: Foto di cottonbro da Pexels)
Testo di Matilde Zerman per Forme di Apprendimento
